L’opera parte da un racconto biblico e prova a rileggerne il significato. Il testo racconta di due angeli inviati a Sodoma per incontrare Lot, un uomo giusto che li ospita. Ma il popolo, colpito dalla loro bellezza, li vuole violentare, infrangendo così la regola sacra agli ebrei e ai greci dell’ospitalità. E le città di Sodoma e Gomorra vengono distrutte con il fuoco.
Questo passaggio biblico viene spesso usato per condannare l’omosessualità, mentre l’opera vuole rileggere lo stesso testo rilevando un messaggio diverso: un popolo che non sa accogliere chi chiede ospitalità è destinato alla sconfitta. Nello straniero che arriva ai nostri confini e bussa alle nostre porte alberga il sacro (sacro inteso come altro) che desidera incontrarci.
Per questo, Filippo Riniolo prende immagini dei migranti rinchiusi nei Cie e copre con la foglia d’oro uno o due personaggi. In questo modo vuole manifestare l’arrivo degli angeli, restituendo con la fogli d’oro l’idea del sacro. Come nell’immaginario bizantino.
Sodoma, 100 cm x 70 cm, print on wood and gold leaf
Sodoma, 100 cm x 70 cm, print on wood and gold leaf
Sodoma, 100 cm x 70 cm, print on wood and gold leaf
Sodoma, 100 cm x 70 cm, print on wood and gold leaf
Sodoma, 70 cm x 40 cm
Sodoma, 70 cm x 40 cm
11 Settembre 2017
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