Filippo Riniolo immortala in un video l’icona della pandemia, la paura e il senso di abbandono, di solitudine, di comunità costretta al monadismo, ancora una volta.
Nell’immaginario dell’artista Noverca è un lupo. Il nome viene da un termine antico, dantesco, che vuol dire matrigna, madre snaturata. L’opera lascia aperta la possibilità che sia la natura a essere matrigna, ad aver abbandonato i suoi figli prediletti. Il tentativo più forte che compie l’opera è di dare forma, percezione e immagine alla sensazione diffusa di sentirsi traditi dal destino, dalla natura, di sentirsi abbandonati e soli di fronte al nemico.
Il lupo, che ovviamente è anche lupa, è il simbolo della città di Roma, come tutti sanno: l’urbe per eccellenza. Dove finisce la città se i suoi cittadini sono chiusi, appartati nei propri appartamenti? L’urbe si perde e scompare. La lupa cerca Roma e trova solo le sue strade vuote. Forse vorrebbe parlare con le persone, spiegargli come ci si relaziona al mondo animale, quali sentimenti, desideri e istinti abbiamo in comune. Forse cerca compenetrazione ma trova paura, la qual cosa genera altra incomprensione, solitudine, distanza.
È un chiaro riferimento al lupo che terrorizzava Gubbio e che, una volta entrato in dialogo con un santo, smette di fare paura. È uno dei miracoli di San Francesco più noti, uno di quelli da cui avremmo dovuto imparare a dialogare con la natura, anche quella feroce, chiedendoci chi è più feroce: chi nega la propria natura o chi la afferma e la difende.
Oggi quel gesto apparentemente insensato è la speranza di ogni persona: andare a parlare con il mostro, convertirne e comprenderne il linguaggio, conviverci. Il lupo di Gubbio è il vaccino, il virus che vive fra noi e smette di farci del male perché compreso, in ogni senso. Capito e accolto.
L’opera di videoart esprime l’incarnazione della pandemia senza nominarla, ci parla dell’ansia, del senso di spaesamento e solitudine che solo la capacità poetica di un artista poteva cogliere. Filippo Riniolo lavora da sempre a queste pratiche di traduzione laterale e profonda del pensiero prevalente; non si ferma alla storia ma la studia e la ripropone come soluzione e maestra contemporanea per comprendere le complessità del presente.
Noverca, Filippo Riniolo, feb 2021, still 100 x 70 cm, stampa fotografica su dibond
L’opera è stata realizzata grazie al sostegno dello Studio Legale di Nicola Ricciardi, avvocato tributarista, collezionista, esperto di Diritto dell’Arte e Membro dell’Executive Board di Arteprima no profit.
Testo e cura di Francesco Cascino
Quadriennale di Roma
Simone Vacca e Luca De Benedetti
Studio legale tributario Ricciardi
Video 2" in 4k e 15 Still
Francesco Cascino
28 Marzo 2021
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