Nel progetto Icone d’archivio, Filippo Riniolo rende omaggio a figure femminili emblematiche, tra cui Carla Accardi e Giosetta Fioroni, portatrici di una rielaborazione radicale dell’arte del Novecento. Attraverso la loro trasformazione in icone, Riniolo ne esplora il valore simbolico, attribuendo loro una sacralità che va oltre la semplice rappresentazione figurativa.
Carla Accardi, pioniera dell’arte astratta, e Giosetta Fioroni, protagonista della figurazione romana, sono entrambe icone in grado di trascendere la mimesi. Nel linguaggio dell’artista, l’icona diventa un corpus di segni e simboli che vanno a rendere riconoscibili queste figure al di là dei loro tratti somatici. Come spiegato in altre sue opere, l’icona è una trasfigurazione che non si limita all’aspetto fisico ma si nutre di un linguaggio visivo in grado di cristallizzare l’essenza dell’artista, riconoscibile attraverso simboli anziché tratti somatici.
Riniolo, rielaborando il concetto tradizionale di icona, trasforma le due artiste in emblemi di un femminile artistico e intellettuale che resiste, che non si limita alla mera rappresentazione. Le sue opere sono dichiarazioni di valore e testimonianza della potenza di un’eredità che continua a nutrire e trasformare il panorama contemporaneo, dando un nuovo significato al corpo, alla memoria e alla storia dell’arte
21 Febbraio 2025
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